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mercoledì 31 marzo 2010

L'amore vince

Nome: Matteo D'Antonio
E-mail: olonesa@gmail.com

Redazione di Corriere.it
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Gentile redazione di Corriere.it,

ieri il titolo del primo articolo della Vostra home page recitava così: "Berlusconi: vince l'amore. Castelli e Brunetta ko". è un semplice caso?

Cordialmente,

Matteo D'Antonio

sabato 12 settembre 2009

Un'Italia leggermente schifosa


Il ministro Brunetta, intervenendo alla scuola di formazione politica del Pdl a Gubbio, ha trovato da dire anche sulla Festa Del Cinema attualmente in programma a Venezia e più in generale sull'intero mondo della cultura e dello spettacolo italiano. Il Ministro per la pubblica Amministrazione e l'Innovazione ha affermato, parlando al Ministro dei Beni Culturali Bondi e alla platea di militanti pidiellini: "Esiste un culturame parassitario che sputa sentenze contro il proprio Paese ed è quello che si vede in questi giorni alla Mostra di Venezia". L'attaco, poi, si sposta verso "i parassiti dei teatri lirici: i finti cantanti, scenografi che non si sono mai confrontati con il mercato, tanto Pantalone pagava. A lavorare". Non pago, Brunetta, tra gli applausi scroscianti dei giovani del Pdl, ha chiuso il suo affondo allargando l'obiettivo del suo attacco: "Questo è un pezzo di Italia molto rappresentata, molto "placida" e questa Italia è leggermente schifosa". E' facile leggere nell'aggettivo virgolettato un chiaro riferimento al Michele Placido che, durante la conferenza stampa di qualche giorno fa, tenuta alla Mostra di Venezia, chiamato in causa da una domanda di una giornalista spagnola sulla Medusa aveva polemizzato con Berlusconi. Da ultimo Brunetta si è rivolto a Sandro Bondi pregandolo di "voler chiudere il rubinetto del Fus". Citto Maselli, dal Lido di Venezia, ha fatto notare come "culturame" sia un termine che la politica italiana ha conosciuto in precedenza solo dalle parole di Mario Scelba, ministro degli Interni protagonista di una stagione di repressione violenta degli scioperi nel secondo dopoguerra. Renato Brunetta non si è invece sentito di commentare la passerella di Noemi Letizia al Lido, giudicandola evidentemente parte di un'Italia leggermente meno schifosa di quella della cultura e del cinema.

Philip Di Salvo