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venerdì 9 ottobre 2009

La politica dei Cittadini


I due consigli comunali aperti al pubblico e trasmessi in diretta tv (lunedì 5 e giovedì 8 ottobre scorsi) hanno senz'ombra di dubbio un merito, forse non pratico, dato che le decisioni in merito alla questione paratie sono state rinviate a nuova data per via dei numerosi interventi dei consiglieri, ma certamente politico, e nel senso più pieno del termine. Hanno mostrato ai cittadini, hanno avvicinato i cittadini a quella cosa un po' oscura che è la politica locale. Hanno mostrato come essa si svolga, cosa sia, chi la faccia e quali siano i suoi ruoli. Hanno fatto scoprire ai cittadini di Como cosa la politica può essere, cosa la politica è. Hanno fatto riscoprire agli abitanti di essere anche Cittadini, hanno evidenziato come la politica sia, prima di tutto, non solo uno schieramento di parti contrapposte, ma partecipazione. Hanno scoperto come l'amministrazione del Comune li riguardi da vicino al pari della politica nazionale, con cui, paradossalmente, è più facile venire in contatto. Hanno scoperto, tardivamente, come è da tradizione cittadina, come quella politica così spesso disprezzata, svilita, sia in realtà parte integrante del vivere comune, dell'essere parte di una città. Hanno scoperto, questi novelli Cittadini, dopo anni di torpore, che la loro partecipazione non solo conta, ha un peso, ma è il fondamento di quello di cui i consiglieri vanno a discutere. Serviva un muro che oscura il lago, il paradosso più assurdo per una città che fa del suo paesaggio la principale fonte di attrattiva, si è dovuti arrivare forse fin qui per risvegliare le coscienze dei Cittadini, ma forse è successo e forse la cittadinanza di Como inizierà a riflettere anche sulle sue passate assenze. Hanno scoperto che partecipare in prima persona alla politica locale non solo è possibile, ma è - accidenti! - normale. Ovvietà, può darsi, ma ovvietà che è bello vengano riscoperte nuovamente. Lunedì scorso circa duecento persone affollavano Palazzo Cernezzi per seguire in prima persona i lavori del Consiglio. Hanno forse scoperto, i Cittadini di ogni colore, che quei nomi spulciati superficialmente sui quotidiani locali, sono volti e sono parole: hanno scopero che possono essere ottimi amministratori, tecnici puntigliosi, eccellenti oratori, o politici scadenti e inadeguati. Hanno scoperto magari la differenza tra un consigliere e un assessore, tra la maggioranza e l'opposizione. Hanno applaudito e urlato, hanno contestato e approvato. Hanno scoperto, magari, che la politica non è solo colore e militanza, ma prima di tutto Vita attiva, che si può essere avversari politici, scontrarsi e accusarsi, ma si è, tutti, prima di tutto Cittadini. Uno status, quello di Cittadino, che non piove dal cielo, ma cui si ha diritto. Uno status che è bene ricordarsi di avere, difenderlo, mostrarlo con orgoglio e, ogni tanto, guadagnarsi sul campo.

Philip Di Salvo

giovedì 17 settembre 2009

Come il soffitto di una chiesa bombardata


E' morto venerdì scorso all'età di 60 anni Jim Carrol, poeta, scrittore e musicista newyorkese. Il suo The Basketball Diaries pubblicato nel 1978 (edito in Italia come Jim entra nel campo da basket da Frassinelli), cronaca della sua adolescenza da studente presso una prestigiosa scuola dell'Upper West Side di Manhattan negli anni '60 è considerato uno dei maggiori manifesti delle New York pre-punk di quel periodo. Con quel romanzo, Carroll si era guadagnato la nomea di "nuovo Dylan" e la stessa Patti Smith, insieme alla quale e al fotografo Robert Mapplethorpe lo scrittore abitò per diverso tempo, ricorda Carroll come il miglior poeta della sua generazione. Sospinto da Kerouac e Allen Ginsberg, Carroll si era guadagnato già una discreta fama nei circuiti letterari di New York con raccolte quali Organic Trains e 4 Ups and 1 down tra i '60 e i '70. Nel 1973, per sfuggire alla dipendenza dall'eroina, Jim Carroll lascia New York e si trasferisce a San Francisco. La carriera di musicista di Carroll inizia quando Patti Smith lo invita sul palco a declamare alcuni suoi versi durante un concerto. Nasce così la Jim Carroll Band che, grazie all'intercessione di Keith Richards, ottenne un contratto con la Atlantic Records. Il più noto lavoro della band sarà Catholic Boy del 1980. Il disco contiene anche People who died, brano che ottenne un discreto successo e figura anche nella colonna sonora dello spielberghiano E.T. The Extraterrestrial. Da The Basketball Diaries nel 1995 è stato tratto il film Ritorno dal nulla con Leonardo Di Caprio.

Jim Carroll e la sua Wicked gravity sono citati in Inverno '85 dei Massimo Volume:

Per tutto l'inverno dell'85
ho passato i miei pomeriggi di fronte allo stereo
in camera di mio fratello
ad ascoltare Wicked Gravity di Jim Carroll
Mi muovevo al ritmo della musica
immaginando il modo in cui lui poteva muoversi
Mi muovevo al ritmo delle chitarre elettriche
Tutto quello che avrei voluto era essere lui
nell'attimo in cui canta
'Mi sento come il soffitto di una chiesa bombardata'.
Credo che in quel periodo
la mia vita fosse tutta lì


Philip Di Salvo

sabato 12 settembre 2009

Un'Italia leggermente schifosa


Il ministro Brunetta, intervenendo alla scuola di formazione politica del Pdl a Gubbio, ha trovato da dire anche sulla Festa Del Cinema attualmente in programma a Venezia e più in generale sull'intero mondo della cultura e dello spettacolo italiano. Il Ministro per la pubblica Amministrazione e l'Innovazione ha affermato, parlando al Ministro dei Beni Culturali Bondi e alla platea di militanti pidiellini: "Esiste un culturame parassitario che sputa sentenze contro il proprio Paese ed è quello che si vede in questi giorni alla Mostra di Venezia". L'attaco, poi, si sposta verso "i parassiti dei teatri lirici: i finti cantanti, scenografi che non si sono mai confrontati con il mercato, tanto Pantalone pagava. A lavorare". Non pago, Brunetta, tra gli applausi scroscianti dei giovani del Pdl, ha chiuso il suo affondo allargando l'obiettivo del suo attacco: "Questo è un pezzo di Italia molto rappresentata, molto "placida" e questa Italia è leggermente schifosa". E' facile leggere nell'aggettivo virgolettato un chiaro riferimento al Michele Placido che, durante la conferenza stampa di qualche giorno fa, tenuta alla Mostra di Venezia, chiamato in causa da una domanda di una giornalista spagnola sulla Medusa aveva polemizzato con Berlusconi. Da ultimo Brunetta si è rivolto a Sandro Bondi pregandolo di "voler chiudere il rubinetto del Fus". Citto Maselli, dal Lido di Venezia, ha fatto notare come "culturame" sia un termine che la politica italiana ha conosciuto in precedenza solo dalle parole di Mario Scelba, ministro degli Interni protagonista di una stagione di repressione violenta degli scioperi nel secondo dopoguerra. Renato Brunetta non si è invece sentito di commentare la passerella di Noemi Letizia al Lido, giudicandola evidentemente parte di un'Italia leggermente meno schifosa di quella della cultura e del cinema.

Philip Di Salvo

giovedì 10 settembre 2009

A Processo gli scritti di Kafka


E' iniziato oggi a Tel Aviv il dibattimento giudiziaro sulla custodia di alcuni scritti autografi di Franz Kafka. La raccolta (che a detta degli studiosi non conterrebbe inediti) comprenderebbe alcune lettere, cartoline e disegni appartenuti allo scrittore autore de Il Processo. Il materiale, che era stato consegnato da Franz Kafka stesso all'amico Max Brod nel 1924 affinchè venisse bruciato dopo la morte dell'autore, è protagonista di una curiosa storia. Come è noto, Brod, conscio dell'immenso valore letterario degli scritti dell'amico, non donò alla fiamme quei fogli, ma li conservò per tutta la vita, portandoli con sè anche nel 1939, anno in cui emigrò in Israele. Fu qui che Brod decise di inserire nel proprio testamento una clausola per la quale il plico di fogli kafkiani venisse consegnato, alla sua morte, ai "custodi nazionali della cultura ebraica in Israele". Per la seconda volta nella loro storia, però, quei fogli non andarono in contro al destino prefissato loro: Esther Hoffe, già segretaria di Brod, custodì i manoscritti fino al 2001, anno della sua morte, ignorando le richieste del testamento. Scomparsa anche la Hoffe, gli scritti giunsero infine nelle mani di Ruth e Hawa Hoffe, figlie di Esther, che tutt'ora custodiscono gelosamente le carte. Il direttore della Biblioteca Nazionale di Gerusalemme, Shmuel Har-Noi rivendica la raccolta di manoscritti di Franz Kafka, appellandosi all'originario testamento di Max Brod e alle miglior condizioni offerte dalla sua Biblioteca al fine di garantire il miglior stato di conservazione dei documenti. La decisione finale passa quindi al giudice di Ramat  Gan (Tel Aviv), il quale dovrà pronunciari sulla finale destinazione degli scritti.

Philip Di Salvo

giovedì 7 maggio 2009

Italiani brava gente - Atto II

La notizia della creazione, a Foggia, di una linea dell'autobus espressamente riservata agli extracomunitari risale a poco più di un mese fa. Forse ispirato dalla soluzione pugliese, il deputato leghista Matteo Salvini ha esposto oggi a Milano in Piazza Della Scala in occasione della presentazione delle liste elettorali della Lega Nord per le prossime elezioni provinciali, il suo progetto per il miglioramente del servizio di pubblico trasporto nel capoluogo lombardo, anche di recente protagonista di disservizi che lo hanno spinto al collasso in occasione dell'ultima ondata di maltempo. Salvini, presentando i candidati leghisti, ha infatti chiesto che a Milano vengano espressamente destinate delle carrozze ai "milanesi", unici autorizzati a viaggiare all'interno delle suddette. Raffaella Piccinni, compagna di partito di Salvini, ha immediatamente ripreso il collega specificando meglio la proposta leghista: "Meglio vagoni per soli extracomunitari". L'identificazione del vagone corretto, in effetti, apparrebbe così più immediata e non lascerebbe a nessuno possibilità di fraintendimento. E, come si è immediatamente premurata di sottolineare la Piccinni, "ci sarebbe più sicurezza". Sopraggiunte le critiche di tutto lo schieramento politico, i due hanno prontamente chiarito quanto volevano dire. La Piccinni, cadendo dalle nuvole, ha immediatamente confermato che le sue dichiarazioni avevano preciso intento provocatorio. Salvini ha messo in chiaro: "La mia proposta sarà valida tra dieci anni se la sicurezza nei trasporti pubblici meneghini non cambierà." E poi ha precisato: "I posti saranno riservati ai milanesi, sì, ma di ogni razza e colore." Salvini è pregato di spiegarmi su quale vagone a questo punto dovrò viaggiare ogni mattina mentre da studente (passaporto italiano e svizzero, residenza a Como) cercherò di raggiungere l'università. Non potendo salire su quello destinato ai "milanesi di ogni razza e colore", preclusomi dal mio risiedere fuori città e provincia, dovrò viaggiare su quello destinato agli extracomunitari in virtù del mio passaporto extracomunitario? Oppure, data la doppia cittadinanza, sarò autorizzato straordinariamente a viaggiare insieme agli italiani generici ("di ogni razza e colore", ovviamente)? Non esporrei però così tutti i milanesi viaggianti ad un incremento della loro insicurezza a bordo?

Philip Di Salvo

lunedì 20 aprile 2009

J.G. Ballard è morto ieri nel suo ultimo scontro



Lo scorso 18 Aprile è morto lo scrittore britannico J.G. Ballard. Ballard era nato nel 1930 a Shangai, ma, già dal 1946, si era trasferito nel Regno Unito. Ballard è considerato il maestro di una letteratura perennemente ai confini tra onirismo, disperazione post-nuclerare e fantascienza. Alcuni suoi romanzi, come "Crash" (1973), "L'impero del sole" (1984) e "La mostra delle atrocità" (1970), sono capolavori di visione allucinata e sprezzante analisi del contemporaneo, libri popolati di deformazioni estetiche e filosofiche estreme, solo all'apparenza fantascientifiche, ma in realtà frontalmente improntate ad una totale critica dello Zeitgeist di fine secolo. Nei suoi romanzi Ballard ha messo in letteratura il clima apocalittico del tardo Novecento, terrorizzato dal passaggio al XXI secolo e ne ha espresso gli incubi, le deformazioni e le assurdità. La sua opera è stata di grande influenza per registri cinematografici del calibro di David Lynch e David Cronenberg che, nel 1995, ha realizzato "Crash", pellicola di culto direttamente ispirata dall'omonimo romanzo di Ballard. 

Viviamo insomma all'interno di un enorme romanzo. Allo scrittore in particolare è quindi sempre meno necessario inventare il contenuto fantastico del proprio romanzo. L'invenzione fantastica essendo già data, il suo compito è l'invenzione della realtà.

J.G. Ballard, Post-fazione a "Crash", 1974

Philip Di Salvo

giovedì 9 aprile 2009

Quattro


Sono ancora quattro gli studenti - tutti fuori sede, tutti assegnisti di borse di studio - intrappolati sotto le macerie dello studentato dell'Aquila. C'è uno sconforto più tremendo, più straziante, privato per questo dramma del dramma, per una tragedia che non vale niente di più e niente di meno delle migliaia di altre che il terremoto in Abruzzo ha generato domenica notte. E' un dramma di futuri ora impossibili, di futuri negati. Possibilità chiuse, abolite. E' la conclusione estrema e tremenda di un percorso che si fa improvvisamente maceria, crollo, fine. E' il dramma di chi è partito per studiare, per fare futuro, e si ritrova, corpo o sopravvissuto, nella sospensione ineluttabile del calcestruzzo che si spezza, del cemento armato che improvvisamente non serve a nulla, nelle macerie che sono sempre simbolo di passato e fine. E' la tragedia di un palazzo che non doveva crollare, che era stato costruito per non crollare, che era stato costruito per contenere futuri. Ma è venuto giù. Scricchiolando da giorni, agonizzando. Giù con il futuro dentro. Futuro che ora sta lì sotto, giù, in quattro parti. Con la rabbia inutile dei miei vent'anni, che sono anche i loro.

Philip Di Salvo

venerdì 3 aprile 2009

Italiani brava gente


La notizia è di questi giorni. L'azienda municipalizzata che gestisce i trasporti pubblici della città di Foggia, la Ataf, ha apportato delle modifiche alla linea 24 degli autobus che collega il centro di Foggia al Borgo Mezzanone, popoloso quartiere a pochi km di distanza dalla centrale via Galliani. La linea dell'autobus sarà sdoppiata: due differenti percorsi, due differenti autobus, differenti fermate, ma medesima destinazione, e medesima partenza. Linea 24: cittadini italiani. Linea 24/1: immigrati. Separati, per non incontrarsi italiani ed immigrati viaggeranno sulla stessa linea, per la stessa destinazione, ma su due mezzi diversi, lungo percorsi differenti. La 24 per gli italiani collegherà via Galliani al Borgo Mezzanone, la 24/1 per immigrati farà avanti e indietro tra la stazione e il Cara, centro di accoglienza per richiedenti asilo situato nel quartiere. La scelta, ha spiegato il sindaco di Foggia (di centrosinistra!), Orazio Ciliberti, è stata presa per porre fine a "tensioni sociali" venute a crearsi a causa della comune presenza di italiani e stranieri sulla linea 24. Gli stranieri salirebbero infatti molto numerosi alla fermata nei pressi del centro di accoglienza, facendo viaggiare l'autobus a piena capienza sin da subito, rendendo difficile agli italiani la salita sul mezzo dalla seconda fermata, situata all'interno del Borgo Mezzanone. Siccome potenziare ulteriormente la linea esistente con nuovi mezzi o aumentare la frequenza delle corse non sembrava scelta saggia, la direzione della Ataf ha preferito optare per la creazione di una linea apposita per gli immigrati, loro riservata e diversa da quella classica, predisposta per i residenti. "Il razzismo c'entra poco", si è subito premurato di specificare Cilberti, si è trattato a suo dire di "una opportunità per creare un servizio migliore." Esclusivo, si potrebbe specificare. Non si può non credergli, gli italiani non sono razzisti, ci mancherebbe altro. Ho qui davanti a me l'edizione di oggi di "EPolis Milano", pagina dedicata agli sms dei lettori. A riguardo dei campi rom a Milano "Max vero Italiano" scrive: "Io mi chiedo questa gente va via dal suo paese per vivere in quel modo? Perchè al loro paese starebbero peggio? E poi basta col nascondersi dietro la parola razzisti!". Razzisti mai, ma italiani sempre, non nascondiamoci dietro gli aggettivi. Nè, tantomeno, il finestrino di un autobus.

Philip Di Salvo

martedì 24 marzo 2009

Cosa abbiamo imparato oggi?
#1 - Cronache pendolari dal paese reale

Inauguriamo oggi la serie "Cosa abbiamo imparato oggi?", un appuntamento che apparirà a cadenza variabile sul blog della redazione di Leitmotiv. Tratteremo qui alcuni episodi, fastidi dialettici e dialoghi intercettati a cuffie spente provenienti dal paese reale e dallo Zietgeist della nazione. Cronache pendolari, perchè registrate da quell'immenso ricettacolo di speranze e sincerità che solo un treno di pendolari sa essere.

24 marzo 2009
Cosa abbiamo imparato oggi? #1
Pd(l), sono tutti uguali.
Lei, trentacinquenne, capelli biondi, abbigliamento vistoso. Lui, in odore di pensione, apparenza sobria e tranquilla. Lei, un po' svampita, eterna ragazzina. Lui, quello che ne sa, vissuto, "Corriere Della Sera" sotto braccio. Si conoscono, sono "amici di treno". Non sono colleghi, ma la consuetudine del medesimo treno all'alba li ha resi amici. Sono parte di un piccolo gruppo che, in nome della medesima consuetudine, salgono alla medesima stazione. Si tengono i posti a vicenda, si cercano tra la gente. Si salutano, parlano. Tutte le mattine. Del più e del meno. Lei vuole solo parlare. Con chi, non ha importanza, ma si capisce da subito che il suo conversatore preferito è lui che, però, non le dà corda. Lui legge il giornale. La prima pagina del "Corriere Della Sera" è dedicata al congresso di Alleanza Nazionale, dove sono state stabilite le linee guida per il definitivo assorbimento del partito nel Popolo Delle Libertà di Berlusconi. Lei cerca l'attenzione di lui.
"Quindi è nato il Pdl?"
-"Sì, An adesso ne fa parte e non ci sono più Forza Italia e Alleanza Nazionale separati."
Convinta: "Ah sì sì, bene così!"
-Mugugni di assenso.
"Ma quindi adesso c'è questo partito nuovo?"
-"C'era già da prima, ma erano due separati."
"Ma intendi quell'altro Pd? Non c'era già il Pd?"
-"Sempre Pdl, si chiamava già Pdl da prima."
"Ma non si chiamava Pd quell'altro che hanno fatto di recente?"
-"Ci sono il Pd e il Pdl, sono due cose diverse."
"Ah."
-"Voglio dire il Pd e il Pdl, no?"
"Ah ci sono sia il Pd che il Pdl, diversi?"
-"Sì, certo, il Pdl è di Berlusconi, il Pd è quell'altro."
"Quindi Pd e Pdl."
-"Sì, ma il Pd sono i comunisti."
"Ma quindi erano... quando ho votato era Pd o Pdl?"

Cosa abbiamo imparato oggi? #1

Philip Di Salvo

lunedì 16 marzo 2009

Ecco i miei gioielli: perchè Cassano non può andare alla Juventus (Nè altrove).


















Da qualche tempo si ciarla in qualsiasi programma calcistico o giornale sportivo, di una probabile cessione di Antonio Cassano da parte della Sampdoria a fine stagione. L'operazione di mercato è data ormai anzi quasi per compiuta e la Juventus sembrerebbe la squadra più accreditata per concludere l'affare, stando almeno a quanto ogni giornalista sportivo si sente in dovere di dire. Ecco però alcune solidissime e serissime motivazioni per le quali Antonio Cassano non può lasciare la Sampdoria:

1) Antonio Cassano attualmente gioca già nel più prestigioso club calcistico del campionato di serie A italiano. Questo è evidente e incontrovertibile.
2) "Andare alla Juve" è di per sè un concetto banale. Un imborghesimento precoce di cui Cassano non ha affatto bisogno.
3) Alla Samp Cassano ha trovato l'ambiente perfetto in cui esprimersi, la migliore tifoseria, la società che meglio lo ha capito e valorizzato da quando è un calciatore professionista.
4) A Torino dovrebbe sempre sgomitare per avere un posto da titolare con quello che parla con gli uccellini. Alla Samp, al contrario, è leader e titolare fisso.
5) La Juventus è pur sempre una neopromossa.
6) Se il problema è giocare la Champions League ai massimi livelli la Juventus non è la soluzione (Nè tanto meno l'Inter, per non parlar del Milan).
7) A Torino non c'è il mare.
8) A Genova si è innamorato.
9) L'ha promesso a Fabio Fazio.
10) Ho acquistato e letto il suo libro.
E adesso, per favore, basta.

Philip Di Salvo

domenica 15 marzo 2009

E' morto James Purdy

Lo scrittore americano James Purdy è morto lo scorso 13 marzo a Englewood (New Jersey), all'età di 94 anni. Contrariamente a quanto spesso riportino le biografie, Purdy non era nato nel 1923, bensì nel 1914, come ha spiegato John Uecker, assistente personale di Purdy, che ha diffuso la notizia della scomparsa dello scrittore. Il particolare della data è solo l'ultimo dettaglio oscuro di un autore che si è sempre mosso tenendosi a distanza dai circuiti letterari statunitensi, scatenando reazioni e sentimenti contrastanti, di totale ammirazione o di avversione. Per la sua scrittura visionaria e fluttuante e gli scenari evocati di innocenza delusa, disperanti e ossessivi che delineavano un'America complessa e feroce, Gore Vidal lo ha definito "un autentico genio americano". Purdy è autore di circa venti libri, ma la sua fama si deve a romanzi quali "Sono Elijah Thrush", "La versione di Geremia" e, soprattutto "Malcolm", il suo capolavoro. Le opere di Purdy sono state pubblicate da Einaudi, che ha portato i libri di Purdy in Italia già verso la fine degli anni '50. Nel 2004 Minimum Fax aveva ristampato "Malcolm", cui era seguita la riedizione de "Il nipote".

Philip Di Salvo

venerdì 13 marzo 2009

The Ex, a Milano














Mercoledì 18 marzo il Circolo Magnolia di Milano ospiterà il concerto degli Ex.
Gli Ex sono una delle formazioni più rispettate del rock indipendente degli ultimi 25 anni. Olandesi, gli Ex sono una formazione post-punk che dal 1979 porta avanti l'emblema dell'indipendenza in musica: senza fronzoli, sperimentali, etici, geniali. In più di venticinque anni di carriera hanno collaborato con musicisti d'avanguardia e jazz, esplorando territori eterogenei e spesso distanti dal punk, loro background culturale di partenza, pubblicando dischi insieme al violoncellista Tom Cora, i Sonic Youth e i Tortoise. Nel 2007, in seguito ad un viaggio in Etiopia, gli Ex incontrano Getatchew Mekuria, sassofonista inconsapevolmente free - non poteva saperlo lui, che mai era uscito dal suo paese prima di allora - e realizzano un disco importante e stupendo, "Moa Ambessa" in collaborazione con lui. Nel 2009 G.W Sok, dopo essere stato dal 1979 la voce del gruppo, lascia la band e viene sostituito da Arnold de Boer che già aveva collaborato con gli Ex.
Al concerto per il venticinquesimo anno di carriera degli Ex, Steve Albini, sul palco di Amsterdam con gli Shellac, ha dedicato così un brano agli Ex:
"This show represents a triumph of normal people over businnes men and over social manouvers, and celebrities and politicians. This evening is a triumph, is a recognition of how fundamentally right normal people are. The average marriage lasts seven years, the average government lasts four years. The life expectancy of a dog is fourteen years. Next year, two years from now, European currencies will all disappear. Nothing lasts forever, except The Ex. Because they're better than love, they're better than money, they're better than politics, and they're better than animals."

www.theex.nl
video: www.youtube.com/watch?v=fer-KmCtdgQ


giovedì 5 marzo 2009

Nearly God



1995. Il trip-hop ha fatto di Bristol uno dei centri del mondo musicale, i Massive Attack e i Portishead stanno vivendo il loro exploit e con le loro tinte basse e fumose stanno modificando il corso del rock degli anni '90. Tricky ha appena pubblicato "Maxinquaye", il suo primo album da quando ha lasciato i Massive Attack ai deliri di onnipotenza di Robert Del Naja. Tricky è solo, al centro di questo tumulto, della tensione pre-millenaria e finalmente il mondo inizia a scoprirlo per il genio che dimostrerà di essere. In un'intervista si sente chiedere come ci si sente ad essere dio, o, meglio - nearly - dio - god -. Tricky ha un'intuizione e ne fa un progetto, Nearly God. Un gruppo che è una one man band, che è un disco. "Nearly God" esce nel 1996 ed è da molti considerato il capolavoro di tutto il trip-hop, almeno del suo lato più sperimentale. I ritmi rallentano, le melodie si fanno meno immediate, l'umore ancora più urbano e piovoso. Alle fondamenta elettroniche fatte di loop e campionamenti si intrecciano le voci, di Tricky, della musa Martina Topley Bird, di una certa Bjork, di Cath Coffey degli Stereo MC's. I brani sembrano quasi solo abbozzati e sul disco aleggia un affascinante clima, molto novecentista, di "non finito". "Nearly God" è claustrofobico. "Nearly God" ha un'immagine in copertina tra le più belle del decennio scorso. "Nearly God" è un capolavoro minore di un genio, Tricky, che come pochi altri a messo in musica la tensione di fine millennio. "Nearly God" si appanna quando piove. E oggi piove. E non ha smesso un attimo.

Nearly God - Nearly God (1996)

Philip Di Salvo

sabato 28 febbraio 2009

E' morto Randy Bewley, chitarrista dei Pylon

















Randy Bewley è morto questa mattina, dopo essere stato ricoverato d'urgenza ieri presso l'Athens Regional Medical Center per un attacco di cuore. Bewley era il chitarrista dei Pylon, una delle band underground americane più influenti degli anni '80. I Pylon erano nati presso il campus universitario di Athens, in Georgia, la stessa città che darà i natali ai B-52's e ai R.E.M., band che in più occasioni ha dichiarato la propria stima e riconoscenza ai Pylon per l'influenza ricevuta. I Pylon erano una band punk-funk che mischiava ritmiche ballabili al minimalismo punk, facendo negli USA quello che nel Regno Unito stavano già realizzando i più acclamati Gang Of Four. I Pylon avevano pubblicato il loro primo album, l'ottimo "Gyrate", nel 1980 e si erano riuniti nel 2004, partecipando a vari festival in seguito alla ristampa, curata dalla DFA Records, del loro esordio. Randy Bewley aveva 54 anni.


giovedì 19 febbraio 2009

"Carboniferous", il nuovo disco degli Zu
















Si intitola "Carboniferous" il nuovo album degli Zu, quasi certamente la più interessante band italiana attualmente in attività, certamente la più stimata all'estero. Le collaborazioni dei romani Zu con Mats Gustafsson, Dalek e Nobukazu Takemura hanno fatto della band uno dei nomi più quotati del panorama underground e sperimentale e la continua, incessante attività live in Italia ed in Europa ha fatto crescere, dal 1997 in avanti, un discreto culto attorno al gruppo.

Fedeli alla lezione degli olandesi The Ex, gli Zu suonano un free-jazz sperimentale - Peter Brotzmann e John Zonr i secondi maestri - votato al post-punk. Il loro nuovo album, "Carboniferous", esce ora per la californiana Ipecac Recordings, storica etichetta indie californiana che segue anche Isis, Unsane e Fantomas. Il disco vanta collaborazioni con Mike Patton (Faith No More, Fantomas e mille altre cose) e Melvins.
www.zuism.com
www.myspace.com/zuband
www.ipecac.com

Philip Di Salvo