giovedì 12 marzo 2009

Questo terribile intricato mondo

Questo terribile intricato mondo è una raccolta di racconti programmaticamente politici pubblicato da Einaudi lo scorso novembre.
Con la copertina che strizza l’occhio al centenario del futurismo riprendendo il tumultuoso Rissa in Galleria di Umberto Boccioni e la misurata nota dell’editore (sorvolabile anziché no), che spiega malamente “senza retorica e senza retorica del cinismo” la necessità di una raccolta di racconti politici, il libro dà idea di quanto sa essere onesta la narrativa italiana.
A partire dall’intelligente racconto di Walter Siti che segue l’ascesa di un candidato aennino al consiglio provinciale di Roma, facendoce veramente ridde, passando per il racconto di Ascanio Celestini sulla scomparsa del corpo del sovrano, nella fattispecie il papa. Certi ricordano da vicino l’impostazione di BluNotte, non temendo di rifarsi direttamente alla trasmissione di Carlo Lucarelli come l’Hic Sunt Leones di Rosetta Loy, mentre altri giochicchiano con un argomento senza troppo crederci (il di molto sconclusionato Porchè di Antonio Pascale) o risultando quasi tronfi a causa del troppo crederci, come nel caso del professor Asor Rosa, per la cui lettura si consiglia incrollabile fiducia nella Repubblica Italiana e una discreta resistenza.
Si inseriscono Stefano Bartezzaghi e Diego De Silva che convincono a pieno. Il primo scrive un esercizio di stile sul politichese (la stessa lingua delle questioni che “si sollevano” o in alternativa dei problemi che “vengono risolti”), quanto al racconto di De Silva (Il mezzo nichilismo dell’homo democraticus) riporto solo questo stralcio:

(…)La pistola ce l’ha consegnata subito. Gli abbiamo chiesto cosa voleva farci. Portare l’attacco al cuore dello Stato, ha detto. Ho ascoltato quel racconto demenziale annuendo a tempo, manco avessi seguito una barzelletta di cui non conoscevo il finale.
-Sì, ma io che c’entro? – ho chiesto. Finalmente una domanda sensata. (…)

La raccolta spiega da sé le tante visioni della politica italiana da parte dei nostri scrittori e allo stesso tempo la versatilità di alcuni di questi davanti a un tema sfinge. Senza troppo osare, onesti nei confronti di se stessi e dell’editore che non per niente ha scelto una frase di Berlinguer come titolo per la raccolta. Nel complesso una lettura che forse non riuscirà a dare un idea del decantato paese reale, ma dello stato della forma racconto in Italia sì.

Elisa Mariani

lunedì 9 marzo 2009

Summertime Clothes


[ "Simon laughing Yvon's house", Avignon - 2001, by Nan Goldin]

Mi sono innamorato degli Animal Collective.
E del loro ultimo album Merriweather Post Pavillon.
Pensate ai Beach Boys dopo una terapia intensiva decostruzionista e un posteriore riassemblaggio sintetico.

Ovvero, come declinare la gravità-zero dei giorni estivi fino alla rarefazione a.m. Nella luce azzurrina da crepuscolo del mattino che pare essere il bagno nel quale Nan Goldin ha sviluppato alcune delle sue migliori fotografie.
alessandro ronchi

sabato 7 marzo 2009

Elisabeth and I


A. Kertész, Elisabeth and I


André e Erzsébet si incontrarono per la prima volta a Budapest nel 1919 e cominciarono a frequentarsi nella loro Ungheria del dopoguerra. André aveva già iniziato a fotografare da anni ormai, consacrando la sua attività dapprima per le strade e poi sul fronte di combattimento. Non ci sono molte notizie su Erzsébet e quindi non si può far altro che immaginarsela come una ragazza semplice e piena di entusiasmo. Quando André, nel 1925, decise di andare a Parigi per lanciare definitivamente la sua carriera fotografica, Erzsébet non si scoraggiò e iniziò una relazione epistolare col suo amato. Purtroppo, André, immerso completamente nel fermento artistico della Parigi di quegli anni, dopo qualche tempo non rispose più alle lettere di Erzsébet e si dimenticò poco a poco di lei. Nel 1928 sposò Rószi Klein, che introdusse alla fotografia sotto lo pseudonimo di Rogi André. Il matrimonio però non decollò mai e i due si separarono due anni dopo per divorziare definitivamente nel 1932. Durante un viaggio in Ungheria, André scoprì che invece Erzsébet non aveva mai smesso di scrivergli. I due si riavvicinarono pian piano, finché lei non decise di trasferirsi a Parigi con André e diventare così sua moglie.

Quel che rimane di quell'epoca è uno autoscatto intitolato Elisabeth and I: la coppia posa dinanzi all'apparecchio fotografico. La mano del fotografo si appoggia alla spalla della donna. Lo sguardo di entrambi è doloroso e allo stesso tempo sorridente.

Nel 1936 André e Elisabeth si trasferirono a New York, dove il mercato della fotografia andava allargandosi sempre più. Elisabeth iniziò un'attività commerciale mentre André faceva non poca fatica a trovare un posto di rilievo nel settore fotografico americano. I due vissero in ristrettezze economiche e il rapporto cominciò ad incrinarsi, tanto che Elisabeth venne a legarsi sempre più con il finanziatore del suo negozio. Erano gli anni '60: André riprese il vecchio negativo del 1933 e iniziò a rielaborarlo, a tagliarlo. Il risultato finale fu l'inquadratura di mezzo volto di Elisabeth e della mano destra di Andrè sulla di lei spalla. L'ingrandimento permette di notare a fondo lo sguardo consunto di Elisabeth e la mano di André corrosa dagli acidi del laboratorio fotografico. Una fotografia che anche senza conoscere tutta la storia che sottende, fa impattare con una malinconia disarmante.

Elisabeth morirà di cancro nel 1977. In quegli anni André, invecchiato, aveva molte difficoltà ad uscire dal suo appartamento di New York. Si dedicò alla fotografia Polaroid, riprendendo in mano ancora una volta la vecchia foto con la moglie e facendone uno dei soggetti principali e quasi ossessivi dei suoi ultimi scatti.

Matteo D'Antonio

giovedì 5 marzo 2009

Nearly God



1995. Il trip-hop ha fatto di Bristol uno dei centri del mondo musicale, i Massive Attack e i Portishead stanno vivendo il loro exploit e con le loro tinte basse e fumose stanno modificando il corso del rock degli anni '90. Tricky ha appena pubblicato "Maxinquaye", il suo primo album da quando ha lasciato i Massive Attack ai deliri di onnipotenza di Robert Del Naja. Tricky è solo, al centro di questo tumulto, della tensione pre-millenaria e finalmente il mondo inizia a scoprirlo per il genio che dimostrerà di essere. In un'intervista si sente chiedere come ci si sente ad essere dio, o, meglio - nearly - dio - god -. Tricky ha un'intuizione e ne fa un progetto, Nearly God. Un gruppo che è una one man band, che è un disco. "Nearly God" esce nel 1996 ed è da molti considerato il capolavoro di tutto il trip-hop, almeno del suo lato più sperimentale. I ritmi rallentano, le melodie si fanno meno immediate, l'umore ancora più urbano e piovoso. Alle fondamenta elettroniche fatte di loop e campionamenti si intrecciano le voci, di Tricky, della musa Martina Topley Bird, di una certa Bjork, di Cath Coffey degli Stereo MC's. I brani sembrano quasi solo abbozzati e sul disco aleggia un affascinante clima, molto novecentista, di "non finito". "Nearly God" è claustrofobico. "Nearly God" ha un'immagine in copertina tra le più belle del decennio scorso. "Nearly God" è un capolavoro minore di un genio, Tricky, che come pochi altri a messo in musica la tensione di fine millennio. "Nearly God" si appanna quando piove. E oggi piove. E non ha smesso un attimo.

Nearly God - Nearly God (1996)

Philip Di Salvo

mercoledì 4 marzo 2009

Voyager - ai confini della conoscenza (2)‏


Nella prossima puntata:

Il Titanic affondato da un peschereccio carico di massoni! Raccogliendo sassolini sul bagnasciuga ed ascoltando al contrario "My Heart Will Go On" di Celine Dion, abbiamo trovato le prove della cospirazione allucinante che ha decretato l'affondamento del transatlantico più famoso della Storia. Una lega formata dagli Imperi Centrali, dalle armate del Prete Gianni, dagli immancabili Asburgo e da un iceberg decise che il Titanic doveva colare a picco. Perchè? Non possiamo dirvelo, ma speriamo che la parola "Merovingi" vi metta sulla strada giusta. Nostradamus - col quale un tempo eravamo in contatto medianico continuo, ma ormai ci si sente solo per Natale e ai compleanni - ci ha lasciato intendere che su quel peschereccio era stato rifondato il mitico ordine dei Templari e che esso fa la spola tra Atlantide, Eldorado e Shangri-Là, affondando transatlantici ogni tanto, così, per rompere la monotonia della navigazione.

In Nicaragua un uomo, mentre scavava per passare il tempo e dimenticare così di essere nato in Nicaragua, ha rinvenuto un misterioso oggetto: un minerale di forma sferica. Scartata l'ipotesi che possa essere un sasso, una troupe di Voyager è accorsa sul posto. Pare che il rarissimo reperto sia l'unica testimonianza di una antichissima civiltà precolombiana, dimenticata dai libri di storia per ragioni di spazio. Un team di scienziati, archeologi, medium e mitomani ha ricostruito, in esclusiva assoluta per Voyager l'aspetto della loro capitale. Assomigliava a Milano 3.

Vi abbiamo mai parlato dei Templari? Il misterioso ordine cavalleresco dei custodi del Tempio di Gerusalemme nascondeva un altro, sconvolgente, segreto. La loro eterodossia li rese sgraditi alle gerarchie vaticane (indossavano l'abito bianco con croce rossa anche ben oltre il tramonto; chiaccheravano durante le incoronazioni, spesso facendo commenti salaci sulla mise dell'Imperatrice; parcheggiavano il cavallo in divieto di sosta) ma i loro super poteri li protessero per secoli. Difesero la Terra Santa, soggiogarono intere nazioni, furono il primo invalicalibile baluardo della Cristianità contro l'espansionismo dell'Islam. Finchè uno spiffero d'aria li sterminò.
Siamo tornati nelle valli bergamasche a visitare le valli un tempo popolate dai Camuni per analizzare nuovamente le incisioni rupestri. Il nostro esperto di grafologia sostiene: "Non possono essere state fatte dai camuni, non riconosco la loro calligrafia". Si tratta quindi, evidentemente, di messaggi extra-terrestri. Cosa ci avranno voluto comunicare, stavolta, gli alieni? Qualcosa che sui campi di grano sarebbe risultato illeggibile?

Hitler era davvero l'Anticristo? E, se non lo era, perchè sbattersi tanto?

alessandro ronchi

lunedì 2 marzo 2009

Il curioso caso del Monsignor Wagner

Dal sito di Repubblica:

Benedetto XVI ha dispensato monsignor Gerhard Wagner, contestato parroco austriaco ultraconservatore, "dall'accettare l'ufficio di vescovo ausiliare di Linz, in Austria".

In passato, il parroco aveva tacciato di satanismo i libri di Harry Potter e aveva affermato che l'uragano Katrina era stato una sorta di punizione divina per l'immoralità dei cittadini di New Orleans: "Non è stato un caso se sono state distrutte cinque cliniche abortiste nella città"; si era anche poi domandato se "la catastrofe naturale non sia stata conseguenza di un inquinamento spirituale". Ma in una successiva dichiarazione aveva spiegato di non aver mai inteso parlare di "retribuzione divina", volendo solo aprire un dibattito sulla connessione di eventi.

Francesco Carrubba

domenica 1 marzo 2009

Voyager - ai confini della conoscenza‏



Anticipazioni della prossima puntata:

Scoperta la verità sulla Sacra Sindone! Esistono incontrovertibili prove, sia scientifiche sia psicomedianiche, che il Sudario di Cristo sia in realtà il ritratto di un alieno che si era affiliato ai Templari per il tramite di un comune amico, un antico egizio di nome Leonardo da Vinci, e sia stata realizzato da un misterioso uomo che, dal futuro, ha riportato le perdute tecniche degli Aztechi e, guarda caso!, aveva lo stesso numero di scarpe di Nostradamus.

Il Sacro Graal nascosto dagli scienziati del CERN di Ginevra? E' possibile. La nostra ricostruzione storica esclusiva, fondata sul ritrovamento degli archivi segreti di un ciarlatano, rivela che il calice che accolse il Sangue di Nostro Signore venne trafugato dall'armadio dei liquori di una potente famiglia legata alla massoneria, durante l'Alluvione di Firenze. Fu il priorato di Sion ad ordinare l'apertura delle chiuse dell'Arno a questo scopo. Dopo essere stata custodita per anni nella piramide di Giza con la complicità dei caldei d'Etiopia e degli Asburgo, la potentissima reliquia venne trafugata in gran segreto a Ginevra, nel 2000, proprio l'anno dell'inaugurazione dell'anello di accelerazione molecolare. Una nostra fonte anonima, che ci parla dal futuro, sostiene che la presenza del Graal abbia già scongiurato la Fine del Mondo una buona dozzina di volte.

In un castello nei dintorni di Torino, un'armatura che si dice Camillo Benso conte di Cavour abbia indossato una volta ad un defilèe, terrorizza i turisti con un insopportabile rumore stridulo di ferraglia. Una troupe di Voyager si è recata sul posto e ha scoperto gli inimmaginabili segreti dei Templari: non costruivano armature per proteggersi in combattimento (non ne avevano bisogno, avevano appreso il segreto dell'immortalità dagli Esseni) ma per impedire all'anima di fuoriuscire. Ne approfitteremo per ripercorrere un'altra volta il misterioso cammino dell'Ordine: da Carcassone, ad Aigues-Mortes, a Rennes le Chateau, fino all'oblio, senza mai pagare il pedaggio dell'autostrada. E se fossero, in realtà, venuti da Marte?

In Argentina, un mostruoso e misterioso animale notturno fa strage di armenti. Suggestione popolare o Diego Armando Maradona?


alessandro ronchi