mercoledì 11 novembre 2009

Zeitgeist - Inertia creeps



Massive Attack, Palasharp (Milano), 8/11/2009

mercoledì 4 novembre 2009

Milano, l'amore e Dio


Sapessi com'è strano essere un tossicodipendente di Milano. Fino a 10 anni fa Edda, alias Stefano Rampoldi, cantava con i Ritmo Tribale, i progenitori degli Afterhours, poi ha smesso perchè si drogava troppo. Ora di mestiere fa il muratore e tra un ponteggio e l'altro ha inciso 12 perle.

Quando canta, ha una voce che si fa uomo, donna e neutro, che si fa ora adulta ora bambina, graffio e piuma, dialetto del Nord e accento del Sud, parola storpiata e versaccio incomprensibile, fulmine e sospensione, coltellaccio e carezza, urlo e sussurro. Tanto che una chitarra acustica basta e avanza.

I testi di questo album "Semper biot" (sempre nudo) sono deliranti al punto giusto. L'amore è corpo, violenza e sesso. L'amore è preghiera, disperazione, dolore, attesa e caduta. L'amore si spoglia, poi ti ammazza e ti finisce, perchè l'amore viene solo per uccidere. L'amore è un marito pazzo, è "gelosità" e promessa, l'amore è scoparsi la felicità. L'amore ti affetta e ti cucina. L'amore è facile, vedente, profondo e gaudente. L'amore è fare l'amore. L'amore è deficiente, semi-adolescente e innamoramento. L'amore è culla, l'amore è bellissimo. All'amore non c'è rimedio.

Milano è un intreccio di lingue, inflessioni, vergini e suorine, indifferenza, lavoro e panettoni.

Essere Dio è una cosa facile, amare Dio è una cosa inutile. Dio è fango e scomunica, Dio è ateo, perchè madonnine e madri non ce ne sono.

La stanza è una voragine, la casa è ballare in cucina fra sacchi di farina e solitudine. Poi, c'è Stefano un personaggio italo-argentino, solo e inutile che sogna, si fa schifo, cerca qualcosa, è nato e morirà senza denti, si perde mentre va all'Ikea e si chiede quand'è che andrà in Inghilterra. Scopritelo se lo trovate.

Adesso è mattina presto, ma stasera Edda urla al Magnolia di Milano. Io purtroppo ci vado solo se piove. Ma se il tempo sarà clemente, andateci voi e poi ditemi com'è stato.

Francesco Carrubba

lunedì 26 ottobre 2009

Leitmotiv di Novembre: "Il trucco"

Dopo il grande consenso ottenuto dal numero su "La città murata" , Leitmotiv sta preparando l'uscita di novembre dal titolo: "Il trucco".

Scrivete i vostri contributi, possibilmente entro la fine della settimana, e inviateli a giornaleleitmotiv@hotmail.it.

Vi ricordiamo che le copie del nostro giornale sono ancora disponibili nei seguenti punti di distribuzione:

- Punto Einaudi
- Birreria 35
- Pub Amandla (Cermenate)
- Casa Del Disco
- Renata Music
- Circolo Arci Xanadù
- Libraccio
- Libreria Del Cinema
- Libreria Mentana
- Central Perk
- Cioccolateria
- Informa Giovani
- Caffè Natta
- Ultimo Caffè
- Nerolidio

E nelle biblioteche di:

- Como
- Blevio
- Brunate
- Cernobbio
- Lezzeno
- Lipomo
- Zelbio
- Nesso
- Como Liceo Volta
- Como Musei Civici
- Como Peretta
- ITIS Magistri Cumacini
- Società Archeologica


La Redazione

venerdì 23 ottobre 2009

Ho letto un libro che... appassionati lettori raccontano


Sabato 24 ottobre, dalle 16.30 alle 18.30, presso la biblioteca comunale di Como in piazzetta Venosto Lucati, ritorna la manifestazione “Ho letto un libro che…appassionati lettori raccontano”, promossa per il secondo anno dalla biblioteca, comune di Como e assessorato alla cultura e organizzata dall’associazione culturale Leitmotiv.

Gli appassionati lettori avranno una decina di minuti per parlare di un libro: leggendone dei passaggi, raccontando come sono arrivati a leggerlo o la storia che lo contraddistingue rispetto agli altri che hanno sullo scaffale. Dalla raccolta di racconti al romanzo, attraverso il saggio filosofico, fino al libro pop up, alla seconda edizione parteciperanno Giulia Parini Bruno, Elisabetta Broli (L’Ordine), Riccardo Conti (Exibart), Paola Pioppi (Il Giorno), Lorenzo Canali (CiaoComo Radio) e Alessio Brunialti (La Provincia) insieme alla professoressa Vanna Glauber Petrilli e a quattro dei redattori del mensile tematico Leitmotiv, oltre ai volontari provenienti dal pubblico di sabato, tempo permettendo.

Ho letto un libro che… appassionati lettori raccontano” fa parte della rassegna “Ottobre piovono libri”, la campagna nazionale di promozione della lettura promossa dal Centro per il Libro e la Lettura della Direzione Generale per i Beni Librari, gli Istituti Culturali ed il Diritto d'Autore del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, in stretta sinergia con la Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome, l'Unione delle Province d'Italia e l'Associazione Nazionale Comuni Italiani. Giunta alla terza edizione, “Ottobre piovono libri” vede l’organizzazione durante il mese di ottobre di un calendario di eventi in tutta Italia.

sabato 17 ottobre 2009

Lo "stravagante" giudice Mesiano

Sotto la guida sapiente del prode Claudio Brachino, i giornalisti di regime di “Mattino 5”, programma mattiniero di approfondimento che non si sa bene cosa approfondisca nel senso che di profondo c’è solo lo sdegno che si prova nel momento in cui malauguratamente lo si guardi, hanno pedinato (letteralmente pedinato) di nascosto Raimondo Mesiano, uno dei giudici del Tribunale di Milano che nel caso “Mondadori” ha condannato Fininvest a pagare 750 milioni di euro facendo prendere un coccolone a Papi, il quale ancora oggi non riesce a capacitarsi che una parte della giustizia italiana continui a funzionare in maniera imparziale e in difesa della Costituzione. Il servizio, andato in onda su Canale 5, documenta il giorno libero del magistrato.

http://www.youtube.com/watch?v=tYg9JEVSMCA

In effetti, è inaccettabile. Come può "giudicare" in maniera oggettiva un uomo che nel suo giorno libero va dal barbiere? Ma stiamo scherzando...Un uomo che - pensate - si siede su una panchina? Un uomo che si ferma al semaforo? (A Milano, a Napoli, a Catania e in tutta Italia, chi si ferma al semaforo - a piedi o in macchina - è sempre guardato con sospetto) Un uomo inconcepibile, che si accende una sigaretta? Un uomo, poi, “stravagante e strano” al punto da indossare calzini azzurri? Nel commento al servizio, l’illuminato editorialista comasco Alessandro Sallusti non ha avuto la bontà di spiegare alle casalinghe, ai pensionati e ai milioni di telespettatori italiani che i giudici, per essere persone perbene, dovrebbero andare a escort, pippare di coca e organizzare festini, come fanno tutti.

Francesco Carrubba

venerdì 9 ottobre 2009

La politica dei Cittadini


I due consigli comunali aperti al pubblico e trasmessi in diretta tv (lunedì 5 e giovedì 8 ottobre scorsi) hanno senz'ombra di dubbio un merito, forse non pratico, dato che le decisioni in merito alla questione paratie sono state rinviate a nuova data per via dei numerosi interventi dei consiglieri, ma certamente politico, e nel senso più pieno del termine. Hanno mostrato ai cittadini, hanno avvicinato i cittadini a quella cosa un po' oscura che è la politica locale. Hanno mostrato come essa si svolga, cosa sia, chi la faccia e quali siano i suoi ruoli. Hanno fatto scoprire ai cittadini di Como cosa la politica può essere, cosa la politica è. Hanno fatto riscoprire agli abitanti di essere anche Cittadini, hanno evidenziato come la politica sia, prima di tutto, non solo uno schieramento di parti contrapposte, ma partecipazione. Hanno scoperto come l'amministrazione del Comune li riguardi da vicino al pari della politica nazionale, con cui, paradossalmente, è più facile venire in contatto. Hanno scoperto, tardivamente, come è da tradizione cittadina, come quella politica così spesso disprezzata, svilita, sia in realtà parte integrante del vivere comune, dell'essere parte di una città. Hanno scoperto, questi novelli Cittadini, dopo anni di torpore, che la loro partecipazione non solo conta, ha un peso, ma è il fondamento di quello di cui i consiglieri vanno a discutere. Serviva un muro che oscura il lago, il paradosso più assurdo per una città che fa del suo paesaggio la principale fonte di attrattiva, si è dovuti arrivare forse fin qui per risvegliare le coscienze dei Cittadini, ma forse è successo e forse la cittadinanza di Como inizierà a riflettere anche sulle sue passate assenze. Hanno scoperto che partecipare in prima persona alla politica locale non solo è possibile, ma è - accidenti! - normale. Ovvietà, può darsi, ma ovvietà che è bello vengano riscoperte nuovamente. Lunedì scorso circa duecento persone affollavano Palazzo Cernezzi per seguire in prima persona i lavori del Consiglio. Hanno forse scoperto, i Cittadini di ogni colore, che quei nomi spulciati superficialmente sui quotidiani locali, sono volti e sono parole: hanno scopero che possono essere ottimi amministratori, tecnici puntigliosi, eccellenti oratori, o politici scadenti e inadeguati. Hanno scoperto magari la differenza tra un consigliere e un assessore, tra la maggioranza e l'opposizione. Hanno applaudito e urlato, hanno contestato e approvato. Hanno scoperto, magari, che la politica non è solo colore e militanza, ma prima di tutto Vita attiva, che si può essere avversari politici, scontrarsi e accusarsi, ma si è, tutti, prima di tutto Cittadini. Uno status, quello di Cittadino, che non piove dal cielo, ma cui si ha diritto. Uno status che è bene ricordarsi di avere, difenderlo, mostrarlo con orgoglio e, ogni tanto, guadagnarsi sul campo.

Philip Di Salvo

martedì 6 ottobre 2009

Se il comune insonorizza la libertà di stampa

Sabato scorso, 3 ottobre, alle 15 e 30, si è tenuta anche a Como la mobilitazione per la difesa della libertà di stampa e di informazione. In appoggio alla manifestazione nazionale indetta a Roma dalla FNSI, anche a Como si è tenuto un presidio in Via Cesare Cantù, di fronte al Liceo Classico Alessandro Volta, cui ha preso parte un folto numero di cittadini comaschi. La presenza di un gruppo musicale, la Nowhere Band, nel bel mezzo del suo concerto a pochi passi dal banchetto degli organizzatori della manifestazione ha da subito incuriosito i convenuti. Ipotesi prima: il concerto è contorno della manifestazione, i Beatles piacciono a tutti e alla libertà di informazione sono sempre stati favorevoli; ipotesi seconda: il concerto non c’entra nulla con il presidio, ma finirà certamente prima degli interventi dei promotori della manifestazione; ipotesi terza: il concerto non c’entra nulla con la libertà di stampa e qualcuno in comune ha fatto un pasticcio. I componenti della band hanno confermato di aver ottenuto tutti i permessi da parte di Palazzo Cernezzi per organizzare il loro set: gli strumenti, infatti, sono alimentati dalla corrente di un esercizio commerciale che ha organizzato il concerto come occasione promozionale nel momento di massima affluenza di persone nel centro città, il sabato pomeriggio. Tutto in regola e tutto più che legittimo. La concomitanza e la vicinanza del concerto con la manifestazione per la libertà di stampa, però, dev’essere sfuggita a qualcuno in comune o quanto meno non ha destato nessun tipo di perplessità. La Nowhere Band ha poi concesso dieci minuti, in cui hanno interrotto il concerto, agli organizzatori della manifestazione per consentire gli interventi previsti. Non è stato però possibile, per via della musica, collegarsi via internet con Piazza Navona a Roma ed è stato impedito, come invece era originariamente previsto, al microfono di essere lasciato aperto per l’intervento libero dei cittadini. La buona riuscita della manifestazione è stata di fatto compromessa. E’ legittimo allora chiedersi se tale disguido sia solamente sintomo dell’improvvisazione e dell’arroganza dell’attuale amministrazione comunale o se si tratti di un chiaro segnale di fastidio nei confronti dei contenuti e delle sigle aderenti al presidio per la libertà di stampa e informazione. E’ sana saggezza popolare, infatti, credere che a pensar male certamente si faccia peccato, ma qualche volta ci si azzecca pure. Certamente l’episodio è dimostrazione evidente di come la libertà di stampa e informazione, la tutela di essa e delle iniziative che la sostengono non sia esattamente il primo pensiero di una certa classe politica. E’ conferma inoltre, se ancora ce ne fosse bisogno, della totale inadeguatezza dell’attuale maggioranza a Palazzo Cernezzi.

Philip Di Salvo